Ricette preparate con ingrediente Tag: frutta

Bavarese light alle fragole (cucina dietetica)

Oggi mi sono cimentata in questa bavarese a base di yogurt, eliminando uova, latte e la panna montata con cui di solito si usa fare questo dolce. Viste le modifiche che ho apportato si può dire che è una mia ricetta..!
Ed ecco che è venuta fuori questa versione light, ottima nei giorni caldi d’estate e/o come merenda per i nostri bambini..:

Ingredienti:
500 gr di yogurt bianco (io ho usato il Muller)
250 gr di fragole fresche (o 100ml di altra frutta frullata; io ho usato 3 pesche, le ho sbucciate e frullate)
30 – 40 gr di zucchero
4 – 5 fogli di colla di pesce

Preparazione:
– Mettete i fogli di colla di pesce in ammollo in acqua fredda x 10 minuti circa.
– In un pentolino, scaldate (su fiamma al minimo) un dito di acqua (o di latte) con lo zucchero, facendolo sciogliere (NON bollire o caramellare!), creando così lo “sciroppo di zucchero”.
– Strizzate i fogli di colla di pesce e uniteli allo sciroppo di zucchero, mescolando bene con un cucchiaio di legno finchè non si sono completamente sciolti.
– Mettete lo yogurt in una zuppiera capiente, versatevi lo “sciroppo di zucchero” e mescolate con cura.
– Pulite e tagliate le fragole a piccoli pezzi (o frullatele).
– Unite le fragole (o, nel mio caso le pesche frullate) al composto di yogurt, mescolate bene.
[In alternativa potete versare lo yogurt con lo “sciroppo di zucchero” nello stampo e versare poi a filo la frutta frullata, creando così un effetto marmorizzato originale]
– Versate in uno stampo e mettete in frigo per almeno 3 ore.
[Io ho usato uno stampo a cerniera. Ho oleato leggermente le pareti (così si è staccato senza problemi!) e, sul fondo, ho incastrato la carta forno. In questo modo, una volta tolta dal frigo la bavarese, sono riuscita a farla “scivolare” delicatamente su un vassoio da portata senza problemi!]
– Ribaltate su un vassoio da portata e guarnite con frutta fresca a pezzi.

Calorie totali: 376 (94 a testa, se si divide in 4 porzioni; 75,2 a testa, se si divide in 5 porzioni)
[ovviamente dipende dalle materie prime usate...]

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Fonduta facile di cioccolato con frutta (con Philadelphia con Milka)

Ecco una ricettina approvata anke dalla mia bimba!! 🙂 Facilissima e veloce, farete felici tutti!

Ingredienti:
300 g di Philadelphia con Milka
1 kg di frutta fresca (ad esempio,1 melone, 250 g di fragole, 200 g di uva, 1 mela)
100 ml di latte

Preparazione:
– Mondate e pulite la frutta e tagliatela a bocconcini.
– Mischiate il “Philadelphia con Milka” e il latte rendendoli una crema di cioccolato.
– Scaldate su fiamma bassa per circa 1 minuto, mescolando bene.
– Infilzate i pezzettini di frutta su spiedini di legno o forchettine per la fonduta per poi tuffarli nella fonduta ancora calda.

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Fonte: philadelphia .it

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Sale marino, sale integrale, sale iodato, sale rosa ?

Mi ponevo da tempo questa domanda e spesso mi sono trovata a leggere e rileggere vari forum e siti vari… vi ripropongo qui sotto alcuni estratti.., giudicate voi…:

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sale marino Salgemma Sale raffinato e Sale iodato. Quale scegliere ?

Il cloruro di sodio e’ un nutriente utile. La natura produce del sale di ottima qualità privo di inquinamento e ricco di oligoelementi e minerali. L’uomo lo raffina e aggiunge un solo minerale : lo iodio. Serve davvero? da dove proviene lo iodio usato ?

La scoperta dello iodio come minerale indispensabile al corretto funzionamento della tiroide ha innescato la iodio mania nel sale. L’ uomo ha pensato bene di addizionalo nel comune sale da cucina o clururo di sodio, spingendo l’ opinione pubblica a credere che questo supplemento nutrizionale fosse indispensabile alla salute. Beh come vedremo in questo articolo ,la realtà è ben diversa.

Il sale in natura.

Il processo naturale che porta alla formazione del sale dura milioni di anni. In questo lasso di tempo è la natura stessa che seleziona il salgemma depurandolo dalle rocce , dai metalli pesanti e perfino dalla radioattività. E’ questo l’ unico sale indicato per l’ uso alimentare : solamente quello naturale non raffinato .

Cerchiamo di distinguerli e saperli riconoscere. Sono cinque le forme più comuni di sale:

+ Cristallo di sale

+ Sale cristallino

+ Salgemma o sale grezzo

+ Sale raffinato Sale marino

+ Sale addizionato

Il Cristallo di sale rappresenta la forma più pura e naturale del sale. I Cristalli di sale hanno una forma così perfetta tale da essere scambiati facilmente con cristalli pregiati.
Il sale cristallino è molto simile al cristallo di sale . la differenza risiede nella minore perfezione esteriore delle forme : il sale cristallino si presenta all’ apperenza con forme meno perfette e più grezze. A livello qualitativo la composizione è molto simile.
Il salgemma o sale grezzo, viene estratto dalle miniere. Non presenta il reticolo cristallino tipico del sale cristallino .

Solo queste tre forme sono indicate per uso alimentare. Valido anche il sale marino integrale, solo se non raffinato (normalmente lo è)

Sale raffinato. E’ quello che tipicamente affolla le nostre tavole. E’ ottenuto per raffinazione del salgemma o ottenuto direttamente tramite trivellazione o altri processi estrattivi ( evaporazione solare ed evaporazione indotta ) Al fine di renderlo più piacevole alla vista e depurarlo da eventuali sostanze estranee, viene raffinato.

Raffinazione del sale. Il sale naturale contiene anche zolfo ( componente di proteine e del’ insulina ,utile per la disintossicazione del corpo ) Magnesio ( attiva oltre 300 enzimi ) Calcio e Potassio Ferro e iodio. I depositi di sale hanno un ‘età compresa tra 2 milioni e 570 milioni di anni ( Pakistan Siberia ) è un processo lungo e selettivo che porta ad accumulare sostanze minerali solubili in acqua e biodisponibili. Possono essere anche presenti numerosi oligoelementi come boro, bromo, carbonio, silicio…
Il processo di raffinazione elimina completamente tutti questi sali minerali ed oligoelemneti.

Dulcis in fundo , per evitare la formazione di umidità, vengono arricchiti con carbonati e silicati ( il vecchio metodo del chicco di riso è certamente più salutare )

Sale addizionato. A questo punto, dopo aver eliminato una notevole quantità di minerali e oligoelementi preziosi, l’ uomo aggiunge un solo minerale: lo iodio. E in etichetta è difficilmente menzionata la quantità aggiunta, per non parlare della forma chimica e della provenienza.

Solitamente l’ additivo utilizzato è lo iodato di potassio in concentrazione di 50 mg per kg di sale. Questi valori variano da un produttore all’ latro con tolleranze anche del 50 % più o meno di iodio aggiunto !

Ma Quanto iodio serve al nostro organismo?
Nessuno conosce con precisione la quantità di iodio indispensabile per evitare problematiche connesse alla tiroide. Ogni individuo ha una necessità differente di pochi milligrammi al giorno. Senza contare che il fatto di assumere iodio addizionato non significa che il nostro organismo abbia la possibilità di utilizzarlo correttamente.

Il sale iodato viene utilizzato da tutti ! perfino gli animali vengono nutriti con mangime arricchito si sale iodato

Il sale iodato vien utilizzato da : panettieri, gastronomie, ristoranti, industrie alimentari. Nei preparati industriali non è neppure obbligatorio indicare la sua presenza. Anche gli animali sono fonti di iodio: nel mangimi è largamente utilizzato. Le uova il latte ed i latticini sono , al pari del sale, iodati !

Gli effetti negativi dello iodio.
Lo iodio è oltremodo dannoso per chi soffre di ipertiroidismo. Alcune persone possono avere reazioni allergiche allo iodio.

Da dove arriva tutto lo iodio aggiunto al sale ?
Esistono aziende specializzate che riciclano lo iodio dei rifiuti speciali. Disinfettanti, inchiostro ,mezzi di contrasto per radiografie, sostanze velenose.

Iodio nel sale NO GRAZIE Sale raffinato ? NO GRAZIE ?

In conclusione : assumiamo iodio ogni volta che mangiamo qualcosa, dalla pizza alla scatola di fagiolini. Ma che senso ha usare un sale raffinato a cui è stato tolto tutto, iodio naturale compreso e poi riaggiunto ? Perchè rinunciare allo iodio naturale e non inquinato a favore di derivati chimici certamente non puri?

Un consiglio : comprate solo sale naturale.

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Viene sempre più spesso raccomandato di consumare poco sale per prevenire l´ipertensione, ma raramente viene suggerito quale tipo di sale utilizzare.
In commercio troviamo:
– Sale marino raffinato
– Sale iodato
– Sale marino integrale
Vi invito a consumare solo sale marino integrale perché il sale raffinato è stato sottoposto a un trattamento durante il quale la maggior parte degli elementi naturali sono stati distrutti. Come il pane bianco il riso e la pasta, anche il sale da tavola raffinato viene infatti privato di minerali essenziali per il corpo.

Nel sale marino integrale si trovano invece i minerali indispensabili al buon funzionamento dell´organismo: cloro, sodio, magnesio, zolfo, calcio, potassio, bromo, carbonio, stronzio, boro, silicio, fluoro, litio, zinco, rame, fosforo, iodio…. ecc.
Il sale marino integrale è di facile reperibilità e si trova, come quello raffinato, in formato sia grosso che fino.

Che dire poi del sale iodato? Viene generalmente consigliato a chi ha problemi di tiroide, ma personalmente ritengo che il suo consumo non sia una buona scelta. Il sale iodato è un sale ottenuto artificialmente aggiungendo iodio chimico al sale raffinato. Si finisce così per introdurre nell´organismo qualcosa che è stato dapprima privato di tutti i suoi componenti e poi reintegrato (si tratta di integratori chimici e non naturali) di uno solo dei suoi componenti, lo iodio appunto.

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Caratteristiche del sale iodato

– Lo iodio NON è sintetizzato dall’organismo e come tale dev’essere necessariamente assunto con la dieta.

– Il modo migliore per aumentare la quantità di iodio che introduciamo ogni giorno è preferire il sale iodato a quello normale, senza abusarne; poco sale, dunque, ma sempre iodato.

– Diversificare le scelte alimentari; gli alimenti più ricchi di iodio sono i pesci di mare ed i crostacei. Anche le uova, il latte e la carne ne contengono importanti quantità, mentre concentrazioni minori si ritrovano nei vegetali e nella frutta.

Il sale arricchito con iodio viene commercializzato nei negozi alimentari e nelle tabaccherie con il nome di “sale iodurato” o “sale iodato”. Non va dunque confuso con il “sale marino” o il “sale integrale”, comunque più ricchi di iodio del tradizionale cloruro di sodio.

L’aspetto e le caratteristiche organolettiche del sale iodato sono del tutto simili alla controparte tradizionale.

Quanto usarne?
Il sale iodato non è un prodotto dietetico riservato ad alcune persone, bensì un alimento che dovrebbe divenire di uso comune e moderato a tutte le età, sostituendosi al sale tradizionale. Negli individui predisposti, un consumo eccessivo di sale, indipendentemente che sia iodato o meno, può favorire la comparsa di ipertensione (quindi di alcune malattie cardiache, renali e dei vasi sanguigni), tumore allo stomaco e osteoporosi. Per questo motivo, negli individui in buono stato di salute, si consiglia di non superare i 6 grammi di sale iodato al giorno.

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Sale rosa dell’Himalaya
E’ il sale più puro. Da sempre conosciuto e usato in Oriente per le sue particolari caratteristiche e proprietà. E’ purissimo, non raffinato, ha 250 milioni di anni e naturalmente ricco di ben 84 sali minerali purissimi e di oligoelementi.
Esalta il sapore delle pietanze, come sale da bagno aiuta a combattere la cellulite e strofinato sulla pelle compie una profonda azione di peeling.

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Il sale più puro ed energetico della terra: sale rosa dell’Himalaya.
Ricco di oligoelementi e Altamente nutritivo:
Ecco le caratteristiche principali del sale rosa dell’Himalaya, ciò che lo rende unico e speciale rispetto a tutti gli altri tipi di sale il motivo per cui è considerato il sale più ricco della terra.

Il sale alimentare himalayano, conosciuto più comunemente come Sale Rosa, viene estratto dalle miniere di sale di Khewra, nel Punjab pakistano. E’ un alimento particolarmente puro e nutritivo: non è contaminato dall’inquinamento ed è ricco di importanti oligoelementi facilmente assorbibili, necessari alla buona funzione dell’organismo umano.

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Sale grezzo o sale raffinato – Troppo spesso si trascura la qualità del sale stimando che un prodotto valga l’altro e questo è un grosso errore. Il sapore del sale è diverso se grezzo o raffinato, la sua resa nei piatti diversa se grosso o molto sottile. Il sale di scoglio francese, piuttosto umido, è sicuramente il migliore per condire a crudo, ma non è sempre di facile reperibilità sui nostri mercati. Per cucinare invece è meglio usare il sale raffinato, ben asciutto, poiché sala molto e ne bastano piccole quantità. Sulle insalate o su piatti al sale è più piacevole un sale meno raffinato, dal sapore più pastoso.

Perchè è preferibile usare il sale marino integrale rispetto al comune sale da cucina raffinato – Il sale comune che si trova in commercio, detto anche salgemma, è formato in parte maggiore da cloruro di sodio, la cui percentuale viene aumentata dopo esser stato raffinato, può arrivare al 96/97 %. Il sodio è un minerale che dev’essere assunto con moderazione in particolar modo da chi soffre di ipertensione dovrebbe essere evitato il più possibile. Al contrario il sale integrale, in questo caso ci riferiamo al sale marino, è più ricco di minerali diversi dal sodio, per esempio, iodio, rame, zinco e bromo, la cui presenza riduce la percentuale di cloruro di sodio presente. Possiamo ridurre il nostro consumo in quanto il sale integrale marino sala di più traendone numerosi vantaggi sotto l’aspetto sanitario.

Perché limitare il consumo di sale – Un consumo eccessivo di sale può portare all’insorgenza di diverse patologie:

– ipertensione arteriosa;
– diversi disturbi cardiovascolari, sia legati all’ipertensione sia indipendenti;
– disturbi renali;
– perdita di calcio e quindi maggior rischio di osteoporosi;
– maggiore rischio di tumore allo stomaco.

Fonti insospettabili di sale – Il sale è contenuto in moltissimi alimenti, compresi, ad esempio, i dolci, dei veri insospettabili da questo punto di vista, data la nostra abitudine a considerare i gusti dolce e salato come opposti e, quindi, impossibile la presenza di sale in un alimento dolce o di zucchero in uno salato.

Gli snack confezionati, in particolare, tendono ad esserne molto ricchi date le sue proprietà di conservanti; altri alimenti pericolosi in questo senso sono i formaggi (specialmente se stagionati), le salse e soprattutto i dadi da brodo.

Come impiegare il sale
– Moderare l’aggiunta di sale agli alimenti;
– Preferire il sale integrale o iodato;
– Limitare l’impiego di dadi da brodo e salse come il ketchup;
– Non aggiungere sale alle pappe dei bambini: le abitudini alimentari che si formano durante l’infanzia sono tra le più difficili da modificare.
– Non usare bevande isotoniche per reintegrare la perdita di liquidi derivante dall’attività fisica; impiegare soltanto l’acqua
– Insaporire i cibi con erbe, spezie, succo di limone e aceto.

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[Tratti da:
naturopataonline.org/articoli/32-inquinamento-e-salute/514-salgemma-sale-raffinato-e-sale-iodato-quale-scegliere/1.html
buonpernoi.it/ViewDoc.asp?ArticleID=820
my-personaltrainer.it/nutrizione/sale-iodato.html
ilsalerosa.com/?gclid=CK3p0966_6ECFRcL3wodPxpyFQ
alimentipedia.it/Aromatizzanti/Aromatizzanti_sale_rosa.html
ricetteonline.com/conoscere/sale.php
]

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Marmellata di pere (confettura)

Ecco la mia ricetta x preparare la marmellata di pere (sarebbe più giusto dire confettura, perchè la parola marmellata si riferisce solo a quella di arance, limoni e agrumi vari..).
Facilissima da fare, senza aggiunta di addensanti o altro, con “poco” zucchero, è quella ke preferisco..

Ingredienti:
1 kg di pere
500 gr di zucchero (1,5 kg di zucchero per ogni 3 kg di pere)
1/2 limone (c’è ki usa l’arancio)
cannella (facoltativo, io non la metto)

[Da 1.100 kg di pere, ho ottenuto circa 770 gr di pezzettini puliti.
Ho aggiunto circa 400 gr di zucchero.]

Preparazione:
– Lavare le pere, sbucciarle, tagliarle in quattro parti ed eliminare il torsolo ed i semi da ogni fetta.
– Tagliare le pere sbucciate a piccoli pezzi e metterle in una pentola d’acciaio inox con un pezzettino di cannella e la buccia grattugiata del limone.
– Aggiungere un bicchiere d’acqua e far cuocere per 15 minuti.
– Unire lo zucchero, mescolare e continuare la cottura per un’altra ora circa, fino a quando avrà raggiunto la giusta consistenza.

– Mettere la marmellata di pere nei vasetti quando è ancora bella calda, chiuderli bene e metterli rovesciati su di un piano NON freddo (in questo modo si creerà il sottovuoto).
Conservarli a temperatura ambiente, riparati dalle fonti di calore.

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Note:
Si deve usare frutta sana e al punto giusto di maturazione, evitando di lavarla troppe volte in acqua e strofinandola invece con un panno pulito; per la cottura sono da preferire pentole in acciaio dal fondo alto dato che questa è lenta e molto lunga; per quanto riguarda i barattoli di vetro bisogna avere la massima cura e pulizia e devono essere obbligatoriamente a chiusura ermetica.

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Budino di latte

Ecco la ricetta di un dessert fresco, ideale anche per una genuina merenda dei bambini.. ingredienti semplici e leggeri..

Ingredienti x 6 ps:
3 tazze di latte
3 cucchiai di farina di riso
1 tazza di zucchero
1 cucchiaio di acqua di rose
2 cucchiai di mandorle tritate (o pinoli o frutta fresca)

Preparazione:
Versate la farina di riso in un bicchiere di latte e mescolate con una forchetta.
Versate in una pentola gli altri 2 bicchieri di latte, lo zucchero e portate a ebollizione. Aggiungete il latte con la farina di riso, abbassate il fuoco e, mescolando di tanto in tanto, continuate a cuocere fino a quando avrete ottenuto una crema abbastanza densa.
Togliete dal fuoco, aggiungete l’acqua di rose, versate in una ciotola di vetro e fate raffreddare.

Al momento di servire, spolverizzate con le mandorle tritate o i pinoli o, a piacere ponete sopra il budino della frutta a pezzi (lavata e ben asciugata), come fragole tagliate a metà, ciliege ecc..

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